[title_subtitle title_type=”h2″ add_subtitle=”use_subtitle” title=”L’enologo risponde”]

Cosa significa DOC?

La denominazione di origine controllata (DOC) è un marchio ideato negli anni cinquanta dall’avvocato Rolando Ricci, funzionario dell’allora ministero dell’Agricoltura e istituito con il decreto legge n. 930 del 12 luglio 1963. È usato in enologia per certificare la zona di origine e l’area geografica delimitata della raccolta delle uve utilizzate per la produzione del prodotto, le cui caratteristiche sono connesse all’ambiente naturale ed ai fattori umani e rispettano uno specifico disciplinare di produzione.

Dal 2010 la classificazione DOC è stata ricompresa nella categoria comunitaria DOP.

Cosa significa IGP?

La sigla IGP (Indicazione Geografica Protetta) identifica un prodotto alimentare originario di una regione e di un paese che per qualità, reputazione e caratteristiche è riconducibile all’origine geografica e di cui almeno una fase della produzione e della trasformazione avvenga nell’area indicata. È una una garanzia per il consumatore perchè indica alimenti che rispondono a determinati requisiti nel rispetto di precisi disciplinari oltre a tutelare gli stessi produttori nei confronti di eventuali imitazioni e concorrenza sleale.

In enologia significa che l’uva deve provenire per almeno l’85% da tale zona.

I vini IGT, secondo la nuova classificazione dei vini, rientrano nella categoria dei vini IGP (Indicazione Geografica Protetta).

Come si degusta il vino?

La temperatura di degustazione del vino è importante perché può condizionare la capacità di percepire ed apprezzare le differenti sensazioni. La differenza delle temperature di servizio varia tra i 6-8 °C per i vini spumanti e frizzanti e i 18-20 °C per i vini rossi strutturati e maturi.

Le temperature minori tendono a valorizzare le sensazioni di durezza del vino mettendo in evidenza la sapidità e la tannicità mentre le temperature alte esaltano la morbidezza e permettono di apprezzare la complessità dei profumi che compongono bouquet.

Le temperature di servizio dei vini consigliate:

Spumanti secchi, dolci e frizzanti 6-8 °C

Bianchi secchi, giovani e fruttati 8-10 °C

Bianchi secchi aromatici e vini rosati 10-12 °C

Passiti e liquorosi bianchi 12-14 °C

Passiti e liquorosi rossi 14-16 °C

Bianchi maturi 12-14 °C

Rossi delicati 14-16 °C

Rossi di buona struttura e tannicità 16-18 °C

Rossi tannici di grande struttura e lungo affinamento 18-20 °C

Cos’è la barrique?

La Barrique è un botte in legno usata per l’affinamento di vini e distillati. Ne esistono varie tipologie a seconda del legno e della capacità ma il più diffuso è quello di rovere francese.

Rispetto all’acciaio e al cemento il barrique è un recipiente dinamico, la cui porosità garantisce un apporto lento e regolare di ossigeno oltre a rilasciare aromi tipici e composti, come tannini ellagici, aldeidi fenoliche, lattoni ed acidi fenolici, che conferiscono al vino una maggiore complessità.

Che cosa significa vino da meditazione?

È un’espressione che indica una categoria di vini difficilmente accostabile a un determinato piatto.

Inizialmente la cultura enologica si basava principalmente sui vini concepiti per essere bevuti solo durante i pasti. In seguito, grazie all’invenzione di tecniche più moderne, hanno fatto la loro comparsa i vini da meditazione da bere preferibilmente a fine pasto da soli e da sorseggiare lentamente in estremo relax.